Dopo un lavoro durato 5 anni Aquafil, CNR-STIIMA Biella e UNI sono riusciti a sviluppare un metodo per la determinazione qualitativa e quantitativa delle microplastiche di tipo fibroso contenute in differenti matrici allo stato solido, liquido o aeriforme provenienti dal settore tessile. Tale risultato è particolarmente significativo poiché, grazie alla standardizzazione di questa metodologia, si potrà finalmente misurare in maniera univoca l’impatto delle microplastiche sull’ecosistema e di conseguenza sulla salute dell’uomo. Il lavoro è stato coordinato dal Project Leader T. Battistini, coinvolgendo i ricercatori della sede CNR-STIIMA di Biella, Anastasia Anceschi e Giulia Dalla Fontana, coordinate dal responsabile scientifico Raffaella Mossotti. Inoltre, il progetto è stato supportato della commissione tecnica tessile di UNI CT 046 e da Angela Donati, Convenor del gruppo di lavoro ISO comitato tecnico tessile.

Questo strumento è in grado di apportare beneficio a tutto il settore tessile, poiché i prodotti potranno essere creati con maggiore consapevolezza relativamente all’impatto che le microplastiche hanno sull’inquinamento. Questa metodologia di misurazione, frutto della competenza di un gruppo di lavoro tutto italiano, ha dei risvolti pratici in quanto tutti i laboratori a livello mondiale avranno un protocollo standardizzato che permetterà di dare una dimensione e stabilire la composizione delle microplastiche.

 

Contatto CNR-STIIMA Biella: raffaella.mossotti@stiima.cnr.it

Riferimento normativo: https://www.iso.org/standard/80011.html